Studio umano 01

– P h y s i c a l T h e a t r e –

STUDIO UMANO 01 – SUHNE NACHT

L’idea artistica del progetto parte da una riflessione di Carl Gustav Jung:

“Noi contiamo qualcosa solo in virtu’ dell’essenza che incarniamo e se non la realizziamo la vita e’ sprecata” .

Lo spettacolo mostra, attraverso una visione onirica, il percorso di un Umano; si rivelano l’esistenza di un destino, di un angelo custode, e la terra, come punti di partenza per il compimento dell’esistenza umana.

L’asse drammaturgica principale e’ quindi L’Umano che viene indagato come dimentico della sua ramificazione celeste, come smarrito e imperfetto ma, pur se nell’errore, tendente, attraverso forze invisibili, ad una fede archetipica nella luce.
La fede sta nella tentativo di compiere cio’ che si desidera, attraversando momenti in cui il nostro personaggio cerca di slegarsi dalle restrizioni sociali e dalle strutture familiari….

Questo spettacolo vuole mostrare un attraversamento personale di queste fasi delle vita e nasce dall’esigenza del gruppo di trovare un suo centro, un proprio linguaggio all’interno della scena teatrale contemporanea, un tentativo di uscire dai luoghi classici del teatro per trasportarlo in dimensioni differenti, con la speranza di allargarne la tipologia di pubblico. E’ un atto di coraggio dove si studiano linguaggi, diversi fra loro, per far sorgere la drammaturgia.

Partendo da materiali personali, il gruppo lavora con musica, video, danza, recitazione. Attraversando una dimensione lirica si aprono degli eventi, dei quadri che si offrono allo spettatore come cosmi infranti, abitati da creature spesso dissonanti.

Le storie dei Moogger Fogger compaiono da un tappeto sonoro che cerca di evocare ambienti e si realizzano in un alternarsi di azioni sceniche e frammenti video proiettati. L’attore puo’ quindi sviluppare la capacita’ di dialogare con un mondo immaginifico dove gli oggetti, i ricordi e le immagini interiori prendono vita e diventano personaggi in scena.

L’oscurita’ e’ un elemento scenico importante che accompagna lo spettacolo, scelta registica che vuole sottolineare una condizione emotiva nella quale l’Umano periodicamente si trova, sara’ proprio questo il luogo dove il protagonista tentera’ la sua trasformazione.

REGIA, DRAMMATURGIA, MUSICHE, VIDEO, TESTI: BY MOOGGER FOGGER / Paola Roberti e Manfredi Borsetti

STUDIO UMANO 01 – SUHNE NACHT-

The project’s core idea originates from a Carl Gustav Jung reflection:

“We worth something only because of the essence we embody, and if we don’t realise it, then our life is wasted”

The play shows, through an oneiric vision, the journey of a Human. The existence of a destiny, of a guardian angel, and the presence of the earth, are revealed as the starting points for the accomplishment of the human existence.

The main dramaturgical axis is the Human, which is investigated as oblivious of her celestial ramification. Thus, s/he is lost and imperfect; yet, in spite of this erroneous status, still tending – through invisible forces – to an archetypical faith in light.

The faith relies on the attempt to achieve what we desire, going through moments in which we try to emancipate ourselves from social constraints and family structures.

This play aims at showing the personal journey thorough these life stages, and takes origin in the company’s need to find its centre, its own language within the contemporary theatrical scene. In other words, it is an attempt to go out from the classic topoi of drama and bring it to different dimensions, also in the aim of widening its audience. It is an act of courage in which the dramaturgy emerges from the study of different languages.

Starting from personal materials, the company works with music, video, dance, acting and writing. Going through a lyric dimension events spring, like paintings offered to the spectator as shattered cosmos, inhabited by dissonant creatures.

The Moogger Fogger’ stories show up from within a background sound evoking diverse environments, and get actualised in scenic actions and projected video fragments. The actor can then develop the ability to dialogue with an imaginary world, where objects, memories and images get alive, becoming characters on the stage.

The darkness is an important element of the scene, which accompanies the whole show. This is the result of an artistic choice aimed at underlining the emotional condition in which the Human periodically finds herself. Indeed, it is the place where the protagonist will attempt at her transformation.